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martedì 10 agosto 2010
i ragazzi morti alla love parade
Il vescovo di Salisburgo Andreas Laun ha criticato la love parade svolta qualche tempo addietro a Duisburg, durante la quale 21 giovani sono morti e circa 500 sono rimasti feriti. La love parade viene definita dal vescovo "una ribellione contro Dio" e "un invito al peccato". Il vescovo, pur non giudicando i giovani a partecipare a questi eventi, ha affermato che Dio ha il diritto di punire chi frequenta questi posti. Spero tanto che in cielo ci sia un Dio che possa punire anche certi vescovi sapientoni che parlano senza sapere cosa stanno dicendo.
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lunedì 26 luglio 2010
La love parade di duisburg
E' stato definito il girone infernale del divertimento. Circola di tutto dall'alcool a tutti i tipi di droga, e la musica ti stordisce fino a morire. Ma la mia opinione che la love parade è una atroce bestialità o, se volete, una vera imbecillità. A che servono tali manifestazioni. Ci sono mille modi migliori per divertirsi, stare tutti insieme in compagnia senza arrivare a queste estremità. Evitiamo di mandare i nostri figli a morire per manifestazioni inutili e senza senso.
giovedì 22 luglio 2010
I giovani, la famiglia e il tempo libero
I giovani e la famiglia 1^
Pedagogisti, psicologi, sociologi sono concordi nell'affermare che la famiglia incide in maniera determinante sul processo formativo dei giovani. La sua azione può favorire processi di autonomia e di crescita, ma anche l’insorgere di grosse difficoltà nella definizione dell’identità e delle capacità relazionali. Il ruolo della famiglia rappresenta, pertanto, un terreno di studio di notevole importanza per comprendere la condizione giovanile.
L’assenza di figure significative sul piano socio-educativo così come la disgregazione del nucleo familiare originale possono provocare nei giovani situazioni di disagio, di disadattamento e di disorientamento nei confronti della propria identità, della maturazione personale e dei valori su cui impostare e pianificare i propri orientamenti. Persino il livello socio-culturale si rivela determinante nel favorire un clima familiare di maggior dialogo ed apertura. I genitori appartenenti ad un ceto sociale superiore, infatti, appaiono più disposti a mettersi in discussione, più flessibili e più aperti ad un confronto e ad un dialogo con i figli.
Se la famiglia non costituisce sempre per i giovani un punto di riferimento nell'ambito delle relazioni comunicative, non ha perso però la sua importanza come valore. La famiglia riveste infatti un ruolo di grande importanza nella vita dei giovani, nonostante la consapevolezza di alcuni nodi critici dovuti in parte al distacco generazionale esistente.
Anche l’età, dunque, è una variabile determinante nell’influenzare l’atteggiamento dei giovani nei confronti della famiglia. A manifestare un atteggiamento più critico e oppositivo nei confronti dei genitori sono proprio i giovanissimi, per i quali la vita in famiglia assume talora il carattere di una permanenza così costrittiva, da sentire forte il desiderio di fuga e di indipendenza. Non si deve, infine, dimenticare come l’indipendenza dai genitori, oltre alla gratificazione di sentirsi adulti, comporti anche la sofferenza della solitudine.
Pedagogisti, psicologi, sociologi sono concordi nell'affermare che la famiglia incide in maniera determinante sul processo formativo dei giovani. La sua azione può favorire processi di autonomia e di crescita, ma anche l’insorgere di grosse difficoltà nella definizione dell’identità e delle capacità relazionali. Il ruolo della famiglia rappresenta, pertanto, un terreno di studio di notevole importanza per comprendere la condizione giovanile.
L’assenza di figure significative sul piano socio-educativo così come la disgregazione del nucleo familiare originale possono provocare nei giovani situazioni di disagio, di disadattamento e di disorientamento nei confronti della propria identità, della maturazione personale e dei valori su cui impostare e pianificare i propri orientamenti. Persino il livello socio-culturale si rivela determinante nel favorire un clima familiare di maggior dialogo ed apertura. I genitori appartenenti ad un ceto sociale superiore, infatti, appaiono più disposti a mettersi in discussione, più flessibili e più aperti ad un confronto e ad un dialogo con i figli.
Se la famiglia non costituisce sempre per i giovani un punto di riferimento nell'ambito delle relazioni comunicative, non ha perso però la sua importanza come valore. La famiglia riveste infatti un ruolo di grande importanza nella vita dei giovani, nonostante la consapevolezza di alcuni nodi critici dovuti in parte al distacco generazionale esistente.
Anche l’età, dunque, è una variabile determinante nell’influenzare l’atteggiamento dei giovani nei confronti della famiglia. A manifestare un atteggiamento più critico e oppositivo nei confronti dei genitori sono proprio i giovanissimi, per i quali la vita in famiglia assume talora il carattere di una permanenza così costrittiva, da sentire forte il desiderio di fuga e di indipendenza. Non si deve, infine, dimenticare come l’indipendenza dai genitori, oltre alla gratificazione di sentirsi adulti, comporti anche la sofferenza della solitudine.
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